year in review fuori sincrono
Io il 31dicembre prima di uscire e andare a ubriacarmi scrivevo questo:
“Ai buoni propositi mi arrendo, mi piacciono. mi piace fermarmi a fare il punto e vedere il quadro d’insieme.
Mettiamo che quest’anno mi abbia detto 12cose:
la prima è che inchiostro e musica mi fanno male quanto bene ma ne valgono la pena,
la seconda è che la prova del 9 non mi ricordo mai come si fa e comunque non conta,
la terza è che gli aerei aiutano un sacco di gente a scappare per impazzire in pace,
la quarta è che ho un debole per i sorrisi composti e per le fossette che vengono quando si stropicciano le labbra,
la quinta è che ognuno ha il suo incastro,
la sesta è che i posti sbagliati a volte sono comodi ma comunque non ci puoi perdere troppo tempo,
la settima è che le cose arrivano troppo spesso quando hai smesso di aspettarle,
l’ottava è che a volte di notte il mare sembra cielo,
la nona è che non lo so dire,
la decima è che l’autunno localizza le sensazioni e col freddo quando “sento” l’aria mi rimane in gola,
l’undicesima è Novembre, che non mi piace e sa sempre di insonnia delusioni e vomito,
la dodicesima è che le cose belle stanno nel caldo sotto le coperte e sanno di limone e caramello.
Mi ha detto che metto troppo spesso le mani avanti, ma solo dove ho paura di cadere.
Io dico che la faccio breve.
Ciò che vorrei è diventare finalmente dottoressa, laurearmi in total black e mettere un nastro viola nella coroncina.
Del resto proverò a dare meno spazio alla mia paranoia e a non chiedermi cosa sia giusto o sbagliato, perchè niente alla fine lo è, e l’esattezza uccide la poesia e l’immaginazione. Fare solo quel che mi fa stare bene, senza troppi perchè.
Gli anni pari mi piacciono.”
La review è ancora uguale.
Comunque son le 3e33.