indigo chapters.

Dic 18

Buffalo ‘66 [1998]

Buffalo ‘66 [1998]

Lug 09

“trovami semplice”

Giu 29

se ti metto nell’ovatta poi l’insonnia ti va via

Per me il bene - quello vero - è far sentire le persone nell’ovatta.
Saper dare la sensazione di fare un nido solo per loro, imbottito di tanto tanto cotone mordibino e color pastello, di quello che sembra zucchero filato e ci si mette l’alcool sopra per disinfettare le ferite.

Mia madre. Mia madre è la persona che più mi fa sentire nell’ovatta.
Nel suo nido vivo in cima ad un baobab e da lì vedo solo il cielo e l’orizzonte e se mi sporgo per guardare giù le cose brutte fanno meno paura perchè da così in alto sono piccolissime.

Vivere nell’ovatta attutisce i rumori, anche quello dei pensieri, e ovunque tocchi non ti fai male. Puoi fare il gioco della fiducia e lasciarti svenire all’indietro perchè sai di cadere sul soffice, non rimbalzi neanche.

Giu 27

[video]

Giu 07

cose che capitano

Capita che mi metto davanti allo schermo con l’intenzione di scrivere di una cosa, e poi le parole non vengono fuori fluide, inciampano nel nulla, perchè dentro c’è qualcosa che mi dice che devo scrivere di tutt’altro.

Così sta capitando ora, che volevo scrivere del mio cervello che crea mondi paralleli, e invece devo scrivere della notte che ho passato nel mondo parallelo.

Capita di ritrovarsi davanti a persone che potrebbero essere belle, e tu non le avevi mica viste, perchè eri ubriaca: ubriaca di altre persone. Poi, il giorno che decidi di disintossicarti, vedi queste persone che prima non vedevi. E capita che ti tocca chiedergli scusa perchè non le ricordi e si finisce a ri-berci su, insieme però.

Capita che ti accorgi che hai perso tempo e ora sei in ritardo, come sempre. E capita che se dagli sbagli si dovrebbe imparare, ti ritrovi a far due conti e di tempo da perdere non ne hai più.

Così capita che sbagli di nuovo in senso contrario, e ti accorgi che le cose possono metterci anche poco ad andar male.

Capita che segui il tuo istinto e basta, e se una persona ti piace, dopo tanto tempo, ti ritrovi a stringere i tempi. E poi capita che ti accorgi di non essere adatta a stringere i tempi.

Perchè il tempo lo senti in ogni secondo che passa: senti la pelle, i corpi vicini, e poi però non sei buona di sentire solo quello e senti anche il battito del cuore, l’odore che ha sul collo, e gli accarezzi i capelli per cercare di svegliarlo quando si addormenta voltato dall’altra parte e tu vuoi che ti abbracci nell’unico momento in cui non lo stava già facendo. I gesti dolci regalano speranze che han la consistenza di bolle di sapone, e tu in fondo lo sai che forse anche la dolcezza si ritrova ad esser fuori luogo, fuori tempo. Così capita che, se non usi la maschera, poi ci investi un pezzettino di te.

Poi capita che ci speri, un po’, di non aver lasciato in giro caramelle a caso… ma tardi è semplicemente tardi. E il mondo parallelo è finito.

La morale per me è che quella cazzo di maschera la devo tenere, perchè non so dare abbracci a caso. La morale per te è che “no” è un solo fonema, facile da dire, e se vai con una ragazza che scrive, poi rischi di finire nei suoi racconti.

Maggio 28

crow vs phoenix

Domenica sono stata in un posto, da sola. E niente, sono stata in quel posto per una quindicina di minuti, seduta per terra con gli occhi chiusi e le mani ad abbracciarmi le ginocchia. Così non c’ero mai stata, in quel posto, anche se erano 3 anni che sentivo che avrei dovuto starci, lì così, per un po’, da sola.

E niente, domenica ero lì a stringermi da sola e avevo un po’ freddo e ho capito che il solo fatto di ritrovarmi ora ad esser lì, avrebbe dovuto farmi capire tante cose, e io credevo di averle capite, queste cose, perchè pensavo che ogni lacrima fosse una lezione, ma sbagliavo, non ho capito niente.

Ci sono pillole di male che la vita ti da e tu le mandi giù, e sei fiera di come l’hai fatto, di come sei riuscita a non morire avvelenata, di come sopravvivi. In realtà siamo solo degli ingenui però, perchè la vita quando ti da quelle pillole ti uccide e basta. Illusi. Non sei sopravvissuta, sei morta. E’ che non vuoi ammetterlo, e finchè non lo ammetti non rinasci. Sei morta non perchè hai perso, ma perchè la paura di perdere altro è talmente grande che non riesci più ad avere niente da perdere.

Non avere niente da perdere è come non esistere, è come esser morti. Non dai e non ricevi, senti e basta. Vivi di sensazioni che ti uccidono perchè non possono venir condivise.

Io so di essere un po’ morta, di non esistere come prima. E so che ora più che mai vorrei tanto esistere.

Lascio le zampe ai corvi e mi aggrappo alla fenice.

Maggio 23

Vorrei non aver imparato certe parole, così non avrei potuto pensare certi pensieri.

Vorrei non aver imparato certe parole, così non avrei potuto pensare certi pensieri.

Se non sapessi dire che importa, non importerebbe. Se si toglie “come stai”, non devo pensare che sto male e dire che sto bene, pensare che potrei star male e bene e finire a non star niente, come ora. Vorrei perdere “priorità”, ma visto che l’ho imparata ormai la uso per farci un elenco di un numero a caso di parole che voglio disimparare e non pensare. Non voglio:

1.credere
2.sperare
3.aspettare
4.bene
5.male
6.amore
7.mancare
8.morire
9.buco
10.riempire
11.magone
12.cuore
13.buio e tutti i suoi sinonimi (che buio lo so dire in troppissimi modi)
14.padre
15.famiglia
16.basta, bastare
17.riuscire
18.finire
19.andare
20.scappare
21.ignorare

Non vorrei neanche i punti interrogativi ? che ok, non sono parole, ma sono un po’ tondi e in quella curva le parole fanno fatica ad aver la spinta per arrivare, e poi va a finire che tornano indietro e cadono giù. Se non mi domandassero e non potrei domandare, si potrebbe solo dire, o fare, e basta con ‘ste parole!

Maggio 08

[video]

Maggio 02

black is the ultimate….. black eclipses everything..

non scrivo non penso e non sento.
ho visto lo zero
e assomiglia a un buco nero
che cancella tutto e crea distanza
e siamo già lontani
da tutto quel che ho dato e sbagliato.

hai lasciato la porta socchiusa
ma sei nel buio e non vedi niente
fra poco è mattino e so che la luce ti da fastidio
dormi bene
alla porta ci penso io.

Apr 30

occhi che basta

oggi una vecchietta sull’autobus si è avvicinata e mi ha detto che devo smetterla di spegnere gli occhi, che son belli e grandi e si vede che ci chiudo tante cose dentro. Poi ha fatto un sorriso dolce ed è scesa… sono rimasta perplessa e ho sorriso anch’io senza dire una parola, perchè forse non ne ho più.


vorrei non spegnere gli occhi ma se ora fossi una lampadina sarei una 10watt
se fossi una macchina sarei in riserva
se fossi in un film sarei un amélie più sfigata
se fossi carta sarei una velina
se fossi uno specchio avrei una crepa
se fossi una parola sarei un basta.